🕐 2026-05-30 15:28 UTC · ⚡ KI-generiert
Censura globale: Repressione contro i giornalisti in Brasile, Africa e Cina
Neue Berichte dokumentieren zunehmende Einschüchterung und Zensur von Journalisten weltweit. Während brasilianische Reporter wegen Bolsonaro-Recherchen bedroht werden, sitzt in Senegal ein Journalist zu Unrecht lebenslang im Gefängnis. In China werden Berichte über Grubenunglücke zensiert, und in Russland müssen Experten aus Angst vor Verfolgung ihre Medienarbeit einstellen.
Key Points
- Giornalisti brasiliani di Intercept vengono minacciati e intimiditi per le loro inchieste su Bolsonaro
- Il giornalista senegalese René Capain Bassène sta scontando l'ergastolo in carcere a causa di un errore giudiziario
- Il governo della Nigeria nega sistematicamente gli attacchi documentati contro i giornalisti sotto il presidente Tinubu
- La Cina censura i rapporti sull'incidente minerario con 82 morti e controlla il discorso sui vertici internazionali
- Esperto russo di Corea del Nord Lankov interrompe il lavoro mediatico dopo il secondo protocollo per "organizzazione indesiderata"
Il Committee to Protect Journalists (CPJ) documenta gravi casi di persecuzione dei giornalisti su diversi continenti. In Brasile, i giornalisti di Intercept Brasil affrontano massivi tentativi di intimidazione dopo aver riferito sui legami della famiglia Bolsonaro con il banchiere incarcerato Daniel Vorcaro. Il CPJ condanna fermamente questi molestamenti e avverte contro il tentativo di mettere a tacere il giornalismo critico e di trasformare i giornalisti in capri espiatori. Il caso dimostra come il giornalismo investigativo sulle élite politiche sia associato a rischi significativi anche nei sistemi democratici dell'America Latina.
Particolarmente grave è il caso del giornalista senegalese René Capain Bassène, che il CPJ in un'inchiesta esclusiva definisce un grave errore giudiziario. Bassène ha dedicato la sua carriera al lavoro per la pace nella regione conflittuale della Casamance in Senegal, ma è stato accusato dal governo di essere un ribelle che avrebbe ordinato l'omicidio di 14 uomini. È stato condannato all'ergastolo. Ora, un leader ribelle e un diplomatico americano coinvolti nei negoziati di pace hanno confutato la teoria fondamentalmente difettosa della pubblica accusa. Il caso evidenzia l'uso strumentale della giustizia contro giornalisti scomodi negli stati africani.
In Nigeria, sotto il presidente Bola Ahmed Tinubu, c'è un divario tra la retorica governativa e la realtà. Nel febbraio, il vicepresidente Kashim Shettima ha affermato che da quando Tinubu ha assunto l'incarico il 29 maggio 2023, nessun giornalista è stato molestato. La documentazione del CPJ confuta ciò con prove estese: durante i tre anni della sua presidenza, i giornalisti sono stati ripetutamente arrestati, aggrediti e molestati. Il governo tenta sistematicamente di negare questa realtà – uno schema osservabile in sistemi autoritari in tutto il mondo.
In Cina, la censura si manifesta nella sua forma digitalizzata. Dopo un'esplosione di gas nella miniera di carbone di Liushenyu nella provincia dello Shanxi, in cui 82 minatori sono morti e 128 sono rimasti feriti, le autorità hanno reagito con massiccia censura online all'indignazione pubblica. Secondo China Digital Times (CDT), si sta indagando se le violazioni siano state occultate. Anche ai recenti vertici sino-americani e sino-russi, la Cina ha fatto ricorso alla "censura soft", limitando i risultati di ricerca ai siti web governativi e ai media statali. Un meme che ritrae Xi Jinping come una tartaruga su un palo della corrente – cioè in una situazione precaria – illustra come gli utenti di internet cinesi, nonostante la censura, trovino modi creativi per esprimere critiche.
In Russia, la repressione si intensifica ulteriormente. Il principale esperto di Corea del Nord Andrei Lankov ha annunci
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